storia

Se il Novecento è stato un secolo breve, secondo la nota definizione di Hobsbawm, anche la vita della Prima Repubblica italiana – termine che accogliamo nella sua sola valenza giornalistica – va quantomeno ridimensionata, limitandone la portata temporale, che sarebbe d’uopo far terminare con il 1978, anno in cui – ucciso Aldo Moro – muta irrimediabilmente il rapporto di fiducia sistemica che caratterizzava il Paese – pur nella vivacità della sua dialettica politica – e che era stato sancito, trenta anni prima, da quel passaggio epocale che è protagonista del Focus del presente numero della Rivista.

Lo Stato Maggiore dell’Esercito e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione generale Belle Arti e Paesaggio, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste, con l’Istituto di Studi Politici “San Pio V” di Roma e con l’Istituto per il Pensiero Liberale Internazionale Roma organizza per ottobre 2016 un Convegno internazionale di studi intitolato “La Guerra
Amata, blandita, talvolta disprezzata e additata come causa dei mali del nostro Paese, la borghesia ha di fatto svolto un ruolo determinante nella nascita e nello sviluppo della società e delle stesse Istituzioni italiane. Indicata come elemento animatore di dinamiche innovatrici o viceversa come elemento conservatore e frenante lo sviluppo della società, di fatto la borghesia ha fornito al Paese i quadri dirigenti economici, sociali, politici ed istituzionali per lunga parte della sua storia. È indubbio che la borghesia, in particolare quella delle professioni, abbia fornito per oltre un secolo al Paese quella classe dirigente, politica e di governo ma anche amministrativa e imprenditoriale che ha garantito la continuità dello Stato nei non pochi momenti di frattura che la nostra pur breve storia unitaria ci ha riservato e che abbia contribuito allo sviluppo economico e strutturale della nostra società. La presente pubblicazione, realizzata da cinque giovani, valenti studiosi, ricostruisce il percorso compiuto dalla borghesia italiana dall’Unità ad oggi. Oltre ad una accurata ricostruzione storica (D’Orazio, Salsano), Borghesia propone una lettura degli usi e costumi adottati da questa “non classe” per rappresentarsi e per apparire oltre ad essere (Pizzuti), una analisi psicologica della autocoscienza di questra “classe di mezzo” (Pulito), ed una riflessione a partire dalle pagine scritte da Benedetto Croce sull’ambiguo concetto di Borghesia (Scattone). Il volume è arricchito dalla preziosa introduzione, per consistenza e spessore concettuale un vero e proprio saggio, del Professor Paolo De Nardis.

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