pace

Molti sudanesi conoscono la lingua inglese,
soprattutto gli anziani.
Molti di loro non amano parlarla.
 

L’interesse del nostro Istituto per il Latino America affonda le sue radici nelle ricerche degli ultimi anni, si è poi concretizzato nel convegno internazionale del gennaio 2017 sull’evoluzione della presenza della Chiesa nel subcontinente latinoamericano (“Da Puebla ad Aparecida”, di cui presto saranno a disposizione gli Atti), e trova una ulteriore e aggiornata testimonianza nel Focus del presente numero della Rivista di Studi Politici, nel quale il Latino America viene analizzato attraverso la lente del concetto di ‘resilienza’ che, mutuato dalle cosiddette “scienze esatte” (né si tratta del primo caso: si pensi ai lemmi ‘rivoluzione’ e ‘resistenza’), indica la capacità adattiva delle comunità umane di fronte alle sfide della globalizzazione e dei suoi “costi sociali”, spesso affrontati senza il conforto dello Stato e del suo welfare. È il caso anche del Latino America, dove la “solitudine” dell’indigeno, dell’abitante delle favelas, della madre di famiglia sola, del menino de rua provoca storie di disperazione ma, in un numero sempre crescente di casi, anche legami di solidarietà e percorsi cooperativi, autogestiti, orgogliosamente “cocciuti”, appunto resilienti. Perché la Vita non si rassegna e cerca pervicacemente tunnel e cunicoli carsici per riemergere, nonostante tutto. Ci riuscirà, anche nei contesti più tumultuosi e violenti delle società latinoamericane? È la nostra speranza, nella ferma convinzione – condivisa con gli Autori del Focus di questo numero – che solo la collaborazione tra istituzioni e cittadinanza potrà permettere il riscatto di chi è in difficoltà e la valorizzazione delle pratiche di resilienza, tanto urbana quanto indigena.

«Solo i morti hanno visto la fine della guerra», scriveva sconsolato Platone. 

Negli ultimi tempi ogni elezione nazionale in un paese dell’UE viene letta come un plebiscito pro o contro il progetto europeista. La suddetta chiave di interpretazione è addirittura rafforzata quando la competizione elettorale si svolge all’interno di uno dei “PIIGS”, cioè degli Stati maggiormente in difficoltà nel rispettare i parametri europei. Il terzo numero della Rivista di Studi Politici, di conseguenza, non poteva esimersi dal commentare lo scenario politico della Spagna e del Portogallo, andati al voto nell’autunno-inverno 2015, in entrambi i casi dopo un periodo di forte mobilitazione sociale.

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