Napoli

Se il Novecento è stato un secolo breve, secondo la nota definizione di Hobsbawm, anche la vita della Prima Repubblica italiana – termine che accogliamo nella sua sola valenza giornalistica – va quantomeno ridimensionata, limitandone la portata temporale, che sarebbe d’uopo far terminare con il 1978, anno in cui – ucciso Aldo Moro – muta irrimediabilmente il rapporto di fiducia sistemica che caratterizzava il Paese – pur nella vivacità della sua dialettica politica – e che era stato sancito, trenta anni prima, da quel passaggio epocale che è protagonista del Focus del presente numero della Rivista.

Il volume di A. La Spina Il mondo di mezzo. Mafie e antimafie si inserisce sulla scia di un approfondimento scientifico che l’Autore coltiva da diversi anni, basti ricordare che la sua espressione “legalità debole”, tesa ad indicare l’indebolimento istituzionale in un contesto depresso, ha assunto nel linguaggio scientifico dell’Accademia italiana una sua valenza entrando nel lessico ordinario degli studiosi. Il mondo di mezzo. Mafie e antimafie pubblicato per la società editrice Il Mulino nel mese di Gennaio 2016 costituisce un agile e versatile studio sul fenomeno delle mafie e del loro opposto. In particolare, il nostro Autore individua un pluralismo mafioso giacché l’universo delle mafie è variegato e complesso e si articola in varie tipologie: dalla Camorra a Cosa Nostra, dalla ‘Ndrangheta a gruppi locali come la Stidda e i Cursoti, fino ad arrivare a nuove realtà autoctone come nel caso di Mafia Capitale.

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