migrazione

La strage di Nizza, i venti di guerra civile in Turchia, fino alle continue tensioni negli Stati Uniti, il massacro nella redazione di Charlie Hebdo, la spiaggia tunisina, l’aeroporto di Bruxelles, il Bataclan, poi gli eccidi di Baghdad e di Dacca: tanti grani di un rosario e tante spine di una corona. Oggi più che mai è il tempo dell’analisi razionale e dell’approccio scientifico sul terrore e sulla violenza politica: la condanna morale non basta, è necessario capire le variabili dei progetti di morte che si diffondono su scala mondiale, quasi come ennesimo indotto della globalizzazione delle relazioni e dei contatti tra esseri umani. La «Rivista di Studi Politici» muove la sua riflessione dalla parte idealmente opposta: il linguaggio della pace e della carità, che trova un megafono in papa Francesco. E non potrebbe essere altrimenti, per un pontefice che ha deciso da subito di “rinnovare nella continuità”, tenendo insieme le diverse sensibilità della Chiesa e volgendole verso una unità di intenti.

Abbiamo voluto dedicare il focus del terzo numero della «Rivista di Studi Politici» allo studio di un’area geografica, quella sudamericana, che presenta peculiarità ben diverse da quando essa era considerata, non a torto, il “cortile di casa” degli Stati Uniti. A esempio e prova di questo mutamento due Paesi: il Brasile e il Venezuela. Il primo, oggetto dell’attenta analisi di Matteo Pizzigallo, è oggi in procinto di scegliere il suo nuovo Presidente in un’atmosfera di lacerante divisione all’interno del Partito dei Lavoratori; il secondo, studiato da Alessandra Frusciante, è nella difficile fase ‘post-Chavez’ e il suo rivoluzionario programma di nazionalizzazioni e forti tassazioni nei confronti delle multinazionali. Entrambi i Paesi, in modo differente, accomunati dalla recente ascesa a potenze di importanza mondiale per rilevanza economica e politica, entrambi analizzati in base alle relazioni passate e presenti con l’Italia.

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