Italia

Dalla caduta del regime peronista nel 1955 alla prima decade del secolo XXI la storia argentina è caratterizzata da instabilità e disaccordo; contiene processi politici, economici, sociali e culturali estremamente vari e complessi, che includono esperimenti istituzionali di ogni tipo.

Con questo numero la «Rivista di Studi Politici» presenta ai suoi lettori e all’intera comunità scientifica una nuova veste grafica: si tratta di un restyling – come si usa dire – che lavora però in linea di continuità con il passato, senza stravolgimenti o ripensamenti, ma perseguendo semplicemente l’obiettivo di avvicinarsi ai canoni estetici dell’editoria scientifica, sempre in mutamento. L’ultima importante rivisitazione grafica della «Rivista di Studi Politici», fondata dall’indimenticato Francesco Leoni e vetusta ormai di gloria, si ebbe nel 2006, giusto dieci anni fa, in corrispondenza del cambio nella direzione della Rivista e nella presidenza dell’Istituto. Già all’epoca, l’analisi della Rivista delle dinamiche socio-politiche volgeva all’obiettivo di rafforzare e possibilmente moltiplicare le società aperte e le “democrazie mature”. Dopo dieci anni quell’obiettivo è ancora ben presente. Scrivemmo: “Dalla politica all’economia, dalla storia alle scienze sociali, l’ambizione è far diventare questa rivista laboratorio di idee, momento di confronto, palestra di dibattito, che possa favorire – con il rigore degli studi e degli strumenti della ricerca – la lettura e la comprensione della contemporaneità in tutte le sue manifestazioni”. Sottoscriviamo ancora oggi la suddetta affermazione e la supportiamo con un’offerta culturale che coinvolge sia docenti esperti – veri punti di riferimento nelle rispettive discipline – sia giovani studiosi ancora in formazione, ma già ben strutturati nella metodologia di lavoro. Soprattutto, proponiamo attraverso la Rivista i prodotti scientifici dell’Istituto, nelle sue principali linee di ricerca, nella ferma convinzione che la massima diffusione di quanto esperito nei nostri studi sia di ausilio all’intera comunità scientifica. Per questo motivo, il Focus del presente numero riprende alcune riflessioni presenti nell’Atlante Geopolitico del Mediterraneo, fortunata pubblicazione dell’Istituto giunta alla terza edizione e curata da Francesco Anghelone e Andrea Ungari. Tunisia, Libia ed Egitto sono analizzati nella loro evoluzione storica: si tratta, evidentemente, di tre paesi non scelti a caso, ma emblematici del contesto maghrebino. Dalla Tunisia, ormai cinque anni fa, partì quella “Primavera araba” che infiammò i nostri cuori, in una speranza – poi tradita – di diffusione dei valori di libertà e democrazia; la Libia e l’Egitto rappresentano, invece, due risposte opposte della medesima crisi politica, originata dalla fatale caduta dei due regimi divenuti nel tempo vero satrapie. La Libia è sprofondata in una continua guerra civile e tribale, che pone dubbi addirittura sull’esistenza di uno Stato; l’Egitto, al contrario, ha scelto la via autoritaria di al-Sisi, con il diritto di protesta barattato in cambio della stabilità politica. È inevitabile, in tal senso, dedicare un ricordo al nostro giovane connazionale, Giulio Regeni.
Sotto il “livello di rimpiazzo generazionale” dal 1978, l’Italia ha toccato il livello di fecondità più basso (1,19 figli per donna) nel 1995 risalendo nel 2014 a 1,39. Cifre che ci parlano di un Paese che da troppi anni non riesce ad avere un ricambio generazionale, fino ad avere nel 2013 un saldo negativo di 86 mila unità nel rapporto nascite – decessi. Eppure non è sempre stato così: alla nascita del Regno d’Italia, solo un secolo e mezzo fa, i figli per donna erano circa 5. Cosa è successo in questi anni? Quali processi economici, sociali e culturali, hanno così radicalmente cambiato la fisionomia del popolo italiano? Quali scenari politici hanno portato la nostra società ad un declino demografico che la porta ormai da decenni inesorabilmente ad invecchiare? È possibile una ripresa complessiva del sistema Italia a prescindere da una azione concreta di sostegno alla natalità e alla famiglia? Questi alcuni degli interrogativi ai quali questo volume cerca di dare una risposta.

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