Israele

L’argomento trattato nel Focus del numero 4-2016 della Rivista di Studi Politici conosce ai giorni nostri una rinnovata attenzione scientifica, a fronte di decenni di colpevole sottovalutazione: la condizione giovanile è oggi considerata un indicatore del grado di sviluppo della società e del livello di consapevolezza dei suoi membri, oltre che una seria ipoteca sulla traiettoria futura delle relazioni sociali al suo interno. Nel giovane non c’è solo il cittadino di domani, ma c’è anche l’individuo di oggi, un soggetto “debole” che necessita di supporto dalla propria famiglia e dallo Stato. Studiare la condizione giovanile, di conseguenza, significa da un lato approfondire tangenzialmente una riflessione sulle nuove e sulle vecchie tipologie familiari, sulla dimensione affettiva e sulle relazioni all’interno dei gruppi primari, dall’altro valutare concretamente le conseguenze della riduzione del welfare, del taglio dei servizi – scuola, sanità, cultura – dell’indebolimento delle basi valoriali su cui si basa una società, in una sorta di semplicistico “omaggio” al relativismo di turno. Osservare negli occhi i giovani, infine, vuol dire anche ottenere una prospettiva privilegiata sull’Europa che si appresta a festeggiare i sessanta anni dei Trattati costitutivi e vive, allo stato attuale, una transizione a dir poco complicata. Il combinato disposto tra il Focus del presente numero della Rivista, le pubblicazioni di carattere multidisciplinare che l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” ha già iniziato a diffondere e un articolato piano di ricerca empirica presso alcune tra le maggiori università italiane fornirà, nel nostro augurio, un quadro non banale sul “pianeta giovani”, in un’ottica comparativa e aperta a prospettive plurali.

Questo numero della «Rivista di Studi Politici» è dedicato alla libertà religiosa e vale come condanna della pervicacia di chi, in varie forme, alimenta lo scontro tra culture, tra civiltà e tra fedi. Lo dobbiamo ai tanti martiri dei nostri tempi e a coloro che dedicarono vita professionale e sentimenti alla causa dell’incontro e del dialogo tra diversità. Maria Rita Saulle è stata una di queste personalità, tanto che – sin dalla sua scomparsa – a lei è dedicato il Premio Nazionale sui Diritti Umani dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, indirizzato nel 2014 espressamente al diritto di professare la propria religione. In particolare, nel Focus della Rivista Francesco Alicino ha approfondito la tematica della libertà religiosa nella dialettica tra l’individualità della coscienza e l’universalità della convivenza, mentre Giuseppe Tesauro ha tracciato le linee fondamentali della tutela del diritto a professare la propria fede nella Costituzione italiana.

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