Integrazione Europea

La recente pubblicazione Per un nuovo inizio. Democrazia, economia e politica estera nell’Unione Europea ha contribuito a produrre un discreto dibattito, per larghi tratti sorprendente e inusuale per un lavoro su una tematica considerata – a torto – “fredda” e poco attraente, dal punto di vista mediatico. Siamo lieti che sia stato accolto lo spirito che innervava non solo Per un nuovo inizio, ma l’intero piano di ricerca dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”: cogliere nelle celebrazioni per i sessanta anni dei Trattati di Roma l’occasione per una riflessione serena e ponderata, che non rifiutasse di analizzare quelle criticità su cui da tempo i populismi di ogni sorta fanno strumentalmente leva per destrutturare il progetto europeista. Riprodurre, nel presente numero della Rivista di Studi Politici, alcuni passaggi significativi offerti proprio in Per un nuovo inizio risponde, quindi, a un duplice obiettivo: riproporre anche in questa sede, almeno parzialmente, un confronto arricchente e valorizzare i lavori ideati e promossi dall’Istituto.

Gli esiti della Seconda guerra mondiale esclusero l’Italia dagli Stati fondatori dell’ONU. Il nostro Paese dovette attendere dieci anni prima di entrare a far parte dell’Organizzazione, approfittando della cosiddetta ammissione “in blocco” di sedici Stati del 1955. Una volta ammessa, però, l’Italia ha mostrato il proprio impegno per il rafforzamento del ruolo e delle attività dell’Organizzazione universale, nei diversi ambiti di intervento: il mantenimento della pace e la soluzione pacifica delle controversie, la promozione e la protezione dei diritti umani, la cooperazione nel campo economico e sociale. La pubblicazione intende mettere in luce i percorsi della politica estera italiana all’interno dell’ONU e il ruolo del nostro Paese per le questioni che l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha affrontato e tutt’ora affronta. Tutto ciò grazie agli interventi dei Rappresentanti italiani in Assemblea Generale. Un contributo di rilievo nel contesto della storiografia italiana e straniera sul ruolo dell’Italia alle Nazioni Unite.
Gli esiti della Seconda guerra mondiale esclusero l’Italia dagli Stati fondatori dell’ONU. Il nostro Paese dovette attendere dieci anni prima di entrare a far parte dell’Organizzazione, approfittando della cosiddetta ammissione “in blocco” di sedici Stati del 1955. Una volta ammessa, però, l’Italia ha mostrato il proprio impegno per il rafforzamento del ruolo e delle attività dell’Organizzazione universale, nei diversi ambiti di intervento: il mantenimento della pace e la soluzione pacifica delle controversie, la promozione e la protezione dei diritti umani, la cooperazione nel campo economico e sociale. La ricerca intende mettere in luce i percorsi della politica estera italiana all’interno dell’ONU e il ruolo del nostro Paese per le questioni che l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha affrontato e tutt’ora affronta. Tutto ciò grazie agli interventi dei Rappresentanti italiani in Assemblea Generale. Un contributo di rilievo nel contesto della storiografia italiana e straniera sul ruolo dell’Italia alle Nazioni Unite.

Copyright ©2001-2011 Istituto di studi politici "S.Pio V"  -  Webmail