chiesa

Se il Novecento è stato un secolo breve, secondo la nota definizione di Hobsbawm, anche la vita della Prima Repubblica italiana – termine che accogliamo nella sua sola valenza giornalistica – va quantomeno ridimensionata, limitandone la portata temporale, che sarebbe d’uopo far terminare con il 1978, anno in cui – ucciso Aldo Moro – muta irrimediabilmente il rapporto di fiducia sistemica che caratterizzava il Paese – pur nella vivacità della sua dialettica politica – e che era stato sancito, trenta anni prima, da quel passaggio epocale che è protagonista del Focus del presente numero della Rivista.

“Il diritto cosmopolitico deve essere limitato alle condizioni di una universale ospitalità: qui non si tratta di filantropia ma di diritto; e quindi ospitalità significa il diritto di uno straniero che arriva su un territorio di un altro stato di non essere da questo trattato ostilmente. Può essere allontanato, se ciò può farsi senza suo danno, ma, fino a che dal canto suo si comporta pacificamente, non si deve agire ostilmente contro di lui” I. Kant, La pace perpetua, 1795

Negli ultimi tempi ogni elezione nazionale in un paese dell’UE viene letta come un plebiscito pro o contro il progetto europeista. La suddetta chiave di interpretazione è addirittura rafforzata quando la competizione elettorale si svolge all’interno di uno dei “PIIGS”, cioè degli Stati maggiormente in difficoltà nel rispettare i parametri europei. Il terzo numero della Rivista di Studi Politici, di conseguenza, non poteva esimersi dal commentare lo scenario politico della Spagna e del Portogallo, andati al voto nell’autunno-inverno 2015, in entrambi i casi dopo un periodo di forte mobilitazione sociale.

Copyright ©2001-2011 Istituto di studi politici "S.Pio V"  -  Webmail