Questo numero della Rivista di Studi Politici lo abbiamo voluto dedicare quasi interamente all’Europa: alla sue radici, ai suoi padri fondatori, alle tenaci volontà realizzatrici, alle celebrazioni dei cinquant’anni dei trattati di Roma del 1957, che furono la cornice dentro cui, oggi, tutto si tiene. Abbiamo dato attenzione alle aspettative dei cittadini europei, alle contraddizioni, ai ritardi, forse alle utopie che animano noi, europeisti convinti, orgogliosi eredi di un’idea di Europa costruita nell’illuminato e pragmatico agire politico di Alcide De Gasperi e nel sogno di Altiero Spinelli. In principio fu Carlo Magno definito “Rex pater Europae”, che unificò il mondo latino, cristiano, e quello germanico. Il centro di gravità si sposta dal Mediterraneo alla valle del Reno: la grande idea del re dei Franchi è quella dell’unità del regno, che si compie non solo allargando i confini territoriali, ma introducendo, anche, istituti e poteri a carattere amministrativo, giuridico ed economico, ovviamente a livello centralistico.

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