Esiste una soluzione alla “Questione meridionale”? Per tentare di rispondere a questa domanda abbiamo pensato di ospitare in questo numero, tra gli altri, due saggi illustri. Uno di Nicola Mancino, stimato uomo politico e di governo, che ricostruisce il pensiero e l’azione di un grande meridionalista, Guido Dorso, e permette di intravedere uno dei principali punti deboli del nostro Sud: una politica orfana di qualsiasi idealità, che ha cercato di difendersi con pretesti storici e che galleggia appiattita sul mantenimento di enclavi di potere, disposta a rendersi spesso succube del mondo economico. L’altro di Piero Barucci, economista e già ministro del Tesoro, che nella sua analisi sottolinea i problemi e pone l’accento sui possibili rimedi di cui il nostro Meridione avrebbe bisogno per risalire la china dello sviluppo e soprattutto per ridurre il divario tra Nord e Sud, che continua a caratterizzare tutti gli indicatori macroeconomici. Il Mezzogiorno, insomma, nonostante gli aiuti di stato - e proprio in ragione di un dissennato uso di questi - sembra non riuscire a decollare.
Questo numero della Rivista di Studi Politici lo abbiamo voluto dedicare quasi interamente all’Europa: alla sue radici, ai suoi padri fondatori, alle tenaci volontà realizzatrici, alle celebrazioni dei cinquant’anni dei trattati di Roma del 1957, che furono la cornice dentro cui, oggi, tutto si tiene. Abbiamo dato attenzione alle aspettative dei cittadini europei, alle contraddizioni, ai ritardi, forse alle utopie che animano noi, europeisti convinti, orgogliosi eredi di un’idea di Europa costruita nell’illuminato e pragmatico agire politico di Alcide De Gasperi e nel sogno di Altiero Spinelli. In principio fu Carlo Magno definito “Rex pater Europae”, che unificò il mondo latino, cristiano, e quello germanico. Il centro di gravità si sposta dal Mediterraneo alla valle del Reno: la grande idea del re dei Franchi è quella dell’unità del regno, che si compie non solo allargando i confini territoriali, ma introducendo, anche, istituti e poteri a carattere amministrativo, giuridico ed economico, ovviamente a livello centralistico.

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