Questo numero della «Rivista di Studi Politici» è dedicato alla libertà religiosa e vale come condanna della pervicacia di chi, in varie forme, alimenta lo scontro tra culture, tra civiltà e tra fedi. Lo dobbiamo ai tanti martiri dei nostri tempi e a coloro che dedicarono vita professionale e sentimenti alla causa dell’incontro e del dialogo tra diversità. Maria Rita Saulle è stata una di queste personalità, tanto che – sin dalla sua scomparsa – a lei è dedicato il Premio Nazionale sui Diritti Umani dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, indirizzato nel 2014 espressamente al diritto di professare la propria religione. In particolare, nel Focus della Rivista Francesco Alicino ha approfondito la tematica della libertà religiosa nella dialettica tra l’individualità della coscienza e l’universalità della convivenza, mentre Giuseppe Tesauro ha tracciato le linee fondamentali della tutela del diritto a professare la propria fede nella Costituzione italiana.

Abbiamo voluto dedicare il focus del terzo numero della «Rivista di Studi Politici» allo studio di un’area geografica, quella sudamericana, che presenta peculiarità ben diverse da quando essa era considerata, non a torto, il “cortile di casa” degli Stati Uniti. A esempio e prova di questo mutamento due Paesi: il Brasile e il Venezuela. Il primo, oggetto dell’attenta analisi di Matteo Pizzigallo, è oggi in procinto di scegliere il suo nuovo Presidente in un’atmosfera di lacerante divisione all’interno del Partito dei Lavoratori; il secondo, studiato da Alessandra Frusciante, è nella difficile fase ‘post-Chavez’ e il suo rivoluzionario programma di nazionalizzazioni e forti tassazioni nei confronti delle multinazionali. Entrambi i Paesi, in modo differente, accomunati dalla recente ascesa a potenze di importanza mondiale per rilevanza economica e politica, entrambi analizzati in base alle relazioni passate e presenti con l’Italia.

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, alla fine del mese di giugno emana un decreto – di cui è lecito chiedersi il posizionamento nella gerarchia delle fonti di legge – sulle “Linee di indirizzo regionali per le attività dei Consultori Familiari” nel quale ricorda al personale sanitario la necessità della piena applicazione della legge 194/78, garantendo una completa assistenza alle donne che si rivolgono ai Consultori per interrompere una gravidanza. È un chiaro messaggio agli obiettori di coscienza, a cui viene espressamente ricordato il dovere di garantire cure e prescrizioni contraccettive. È un’ennesima conferma di come quelle che vengono chiamate “scelte etiche difficili” rappresentino nel nostro Paese un terreno non ancora pacificato, nel quale lo scontro tra mondo laico e cattolico non accenna a placarsi, neanche intorno a quelli che dovrebbero essere valori fondamentali per la tutela umana e per la sua libertà. Questo numero della «Rivista di Studi Politici» è strutturato, di conseguenza, intorno alla dialettica tra Stato e fede, tra scienza giuridica e arbitrio individuale, tra decisioni della maggioranza e agibilità del singolo individuo.

Nelle prossime settimane l’Italia si ritroverà di fronte a un importante punto di svolta: alle porte le elezioni europee del 25 maggio e l’inizio del semestre italiano di presidenza del Consiglio dell’Unione Europea. La «Rivista di Studi Politici» non poteva mancare a questo appuntamento, offrendo alla comunità scientifica una lettura diversificata delle vicende europee, mai come ora in un momento determinante della propria storia. Nel Focus, Michele Gradoli ripercorre il legame tra l’Europa e il concetto di cittadinanza, considerato una valida cartina di tornasole delle trasformazioni che hanno caratterizzato l’edificio europeo. Adriano Cirulli, invece, propone un’analisi di quanto avviene negli Stati membri “periferici”, che hanno dovuto affrontare sanguinosi piani di salvataggio a opera della cosiddetta “troika” e del rischio di sommare perifericità geografica a marginalità sociale, con effetti perversi sul gradimento dell’Unione Europea presso i cosiddetti “Pigs”. Infine il saggio di Giordano Altarozzi concentra la propria analisi sulla politica monetaria europea e segnala, tra l’altro, come le performance economiche dei Paesi che non fanno parte dell’Eurozona (dalla Gran Bretagna alle repubbliche baltiche, dalla Scandinavia ai Paesi dell’Est Europa) inducano a una sorta di rimpianto per l’adesione alla moneta unica.

Il focus dell’ultimo numero Rivista è stato dedicato all’impegno profuso dal nostro Paese nelle missioni militari o di peacekeeping nei numerosi teatri di guerra internazionali. Mentre Alessandro Gionfrida si è occupato delle missioni italiane all’estero, dall’inizio della Guerra fredda fino alla fine del bipolarismo, Pierluigi Franco ha ben illustrato l’evoluzione delle missioni di peacekeeping italiane, sia in termini di adeguamento ai cambiamenti strutturali nell’esercito, sia in conseguenza della progressiva importanza attribuita ad aspetti in apparenza “non militari”, come le attività di intelligence e le strategie di comunicazione. Nella rubrica Europa Beniamino Di Martino affronta il tema dei diritti dell’uomo in relazione alla Dottrina Sociale della Chiesa. Quello che l’Autore propone è un approccio critico rispetto alla letteratura dei diritti umani, indicando in quest’argomento la cartina di tornasole di un cambiamento da non sottovalutare: storicamente ancorati al diritto naturale, i diritti umani perdono progressivamente l’aderenza al giusnaturalismo e si legano, invece, al positivismo giuridico, prendendo atto del mutato contesto politico e sociale. Paolo De Nardis, nello spazio Mediterranei, alla luce dei continui sommovimenti in Africa ci propone una ricognizione sui modelli di democrazia presenti in quel continente, oggi sempre più il baricentro di interessi economici e di mire espansionistiche da parte delle potenze mondiali. Nella rubrica Incontro di civiltà Alessandra Mulas ci porta in Asia e ci propone, attraverso una vera e propria indagine in loco riguardante la missione delle Forze Armate italiane ISAF (International Security Assistance Force), un’attenta lettura delle criticità e contraddizioni che caratterizzano l’ultima fase storica del Paese afghano. Infine Alessandro Grange, nella rubrica Società, con una prosa accattivante e insieme documentata, accompagna il lettore attraverso una serie di interrogativi che riconducono alla tesi di Karl Popper sulla “falsicabilità” come criterio di demarcazione tra scienza e nonscienza.

Abbiamo deciso di dedicare il terzo numero della Rivista allo studio di un’area di grande importanza strategica: la regione del Mar Nero. Da secoli punto di congiunzione di Asia ed Europa, la sua centralità lo ha reso, oggi come secoli fa, obiettivo prezioso per tutte le nazioni e gli imperi il cui obiettivo è, o era, il controllo delle risorse naturali o delle vie di comunicazione dell’area. Nelle altre rubriche affrontiamo il tema dell’istruzione e della ricerca e della necessità di renderle entrambe e il più possibile rispondenti alle necessità imposte dalla modernità (Europa), del ruolo dell’Unione Europea e della sua strategia nell’area del Mediterraneo, anche e soprattutto alla luce dei limiti evidenziati dalla cosiddetta “Primavera Araba” (Mediterranei), della transizione politica del nuovo Egitto post rivoluzione araba (Incontro di civiltà) e della necessità di introdurre politiche a favore del potenziamento dei sistemi di istruzione e formazione per una maggior circolazione di competenze e abilità individuali.

Nel secondo numero della Rivista di Studi Politici dell’Istituto “S. Pio V” abbiamo voluto porre l’attenzione su un altro degli aspetti importanti dell’attuale crisi economica. L’obiettivo, questa volta, è fare luce sulla stretta relazione che intercorre tra la crisi finanziaria e la crisi reale. Nel Focus analizzeremo gli effetti della crisi finanziaria sulle imprese italiane, ripercorreremo le sue origini all’interno del sistema bancario americano e gli effetti sul sistema creditizio italiano e, infine, esamineremo le conseguenze che la crisi ha avuto sugli Enti locali italiani. Nelle altre rubriche, inoltre, saranno affrontati i delicati temi della riforma del Titolo V della Costituzione italiana (Europa), della crisi siriana e del ruolo della Santa Sede nel processo di evangelizzazione del continente africano (Mediterranei) e dell’evoluzione del sistema del welfare state nel nostro Paese (Società).

La «Rivista di Studi Politici» dell'Istituto "S. Pio V", nonostante le difficoltà economiche e politiche che l’Italia sta attraversando a causa della perdurante crisi economica internazionale e della appena passata fase di incertezza politica, non rinuncia alla sua vocazione scientifica e internazionale. L’approfondimento del primo numero del 2013, infatti, riguarda un evento di attualità di fondamentale importanza mondiale come le elezioni del Presidente degli Stati Uniti d’America, che abbiamo deciso di analizzare evitando una chiave di lettura autoreferenziale e dunque “italo-centrica”.

In questo IV numero del 2012, in linea con i principi che da sempre guidano le attività dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, abbiamo voluto dare ampio spazio al tema dei Diritti Umani. Il loro mancato riconoscimento in molte aree del mondo impone di mantenere un’attenzione sempre alta nei confronti della loro trattazione. Per questo l'Istituto di Studi Politici “S. Pio V” ha dato vita al “Premio Nazionale Maria Rita Saulle”, concorso che intende premiare la migliore tesi di dottorato sui Diritti Umani. La giuria del Premio, giunto alla IV edizione, ha individuato in Giorgia Ficorilli l’autrice più meritevole e la sua tesi, Il principio di non-Refoulement, è stata pubblicata dall’Editrice Apes.

Abbiamo deciso di dedicare il focus del terzo numero della Rivista di Studi Politici ancora all'Europa. Lo abbiamo fatto attraverso saggi che permetteranno ai lettori di indagare la storia e il futuro del vecchio continente da punti di vista e prospettive differenti: abbiamo ricordato il pensiero di un grande statista, Aldo Moro, la cui azione politica è tuttora un esempio valido e attuale dell’europeismo di matrice cattolica; abbiamo seguito la strategia dell'Unione Europea in materia di crescita e di occupazione, rimarcandone gli effetti sulle politiche del mercato del lavoro in Italia; abbiamo, infine, guardato ai rapporti tra la Nato e un'Europa che, in quanto soggetto politico oltre che economico, ha la necessità di acquisire sempre maggiore capacità di incidere sulle grandi questioni internazionali. 

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