2/2014 - Anno XXVI - Aprile/Giugno

Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, alla fine del mese di giugno emana un decreto – di cui è lecito chiedersi il posizionamento nella gerarchia delle fonti di legge – sulle “Linee di indirizzo regionali per le attività dei Consultori Familiari” nel quale ricorda al personale sanitario la necessità della piena applicazione della legge 194/78, garantendo una completa assistenza alle donne che si rivolgono ai Consultori per interrompere una gravidanza. È un chiaro messaggio agli obiettori di coscienza, a cui viene espressamente ricordato il dovere di garantire cure e prescrizioni contraccettive. È un’ennesima conferma di come quelle che vengono chiamate “scelte etiche difficili” rappresentino nel nostro Paese un terreno non ancora pacificato, nel quale lo scontro tra mondo laico e cattolico non accenna a placarsi, neanche intorno a quelli che dovrebbero essere valori fondamentali per la tutela umana e per la sua libertà. Questo numero della «Rivista di Studi Politici» è strutturato, di conseguenza, intorno alla dialettica tra Stato e fede, tra scienza giuridica e arbitrio individuale, tra decisioni della maggioranza e agibilità del singolo individuo.

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