La ricerca si propone di analizzare il problema della povertà in Italia offrendo una lettura storica a partire dall’età moderna, nell’Italia unita, nella prima metà del secolo scorso, nel dopoguerra fino agli anni Ottanta, e ai giorni nostri. La quarta settimana, dunque, come spunto e punto di partenza per una rilettura della evoluzione dei bisogni e dei consumi degli italiani dalla economia di sussistenza dell’Italia moderna alla opulenza, vera o fittizia che fosse, degli anni Ottanta fino all’attuale impoverimento di intere classi sociali.
I grandi sistemi d’intervento sociale (l’assistenza, la sanità, l’educazione, ecc.), sviluppatisi nell’alveo del welfare state come dispositivi di base della cittadinanza, sono oggi sottoposti alla divaricazione tra crescenti vincoli di spesa e problemi sociali emergenti. Si tratta di problemi di grande portata sia sotto il profilo quantitativo sia rispetto alle divisioni e lacerazioni generate nel tessuto sociale, che non lasciano dubbi in merito alla necessità di ripensare i servizi sociali. Lo Stato, impoverito e inadeguato, dovrebbe ritirarsi, almeno in parte, dalla gestione diretta dei servizi, per assumere soltanto funzioni di indirizzo e di controllo; e lo spazio così liberato dovrebbe essere occupato da iniziative della società civile, di mercato o solidali, ossia dal terzo settore. Obiettivo della ricerca è studiare lo stato attuale del "terzo settore", analizzando in particolare la recente normativa in materia di impresa, nel tentativo di fornire un quadro chiaro delle dinamiche e degli strumenti che caratterizzano tale settore della società civile.
L’intento del progetto Sicurezza e libertà fondamentali è volto all’analisi di alcuni importanti aspetti della relazione tra sicurezza e libertà fondamentali con particolare riferimento agli aspetti sociali, filosofico-giuridici e politici. Si tratta di aspetti che riguardano sia la dimensione nazionale, sia quella internazionale e rappresentano un punto decisivo dell’attuale riflessione teorico-applicativa in materia. Sono analizzate le seguenti tematiche: • i paradigmi di sicurezza nell’era della democrazia liberale globalizzata e i limiti di tolleranza sociale e politica; • libertà fondamentali e sicurezza: l’approccio europeo; • il costituzionalismo europeo e la nuova sintassi del terrore tra primato dei diritti e pragmatismo operativo; • libertà informatica e sicurezza digitale: esigenze reali nel contesto virtuale; • l’equilibrio tra la sicurezza nazionale e i diritti fondamentali negli Stati Uniti d’America; • il muro israeliano.
Il contesto socio-economico degli ultimi 20 anni ha aperto questioni inedite che investono in prima persona l’uomo e le sue scelte. Se da una parte il mutato quadro geopolitico, il declino ambientale e gli urti culturali dovuti alle migrazioni bibliche, lo spingono verso soluzioni conservatrici, dall’altra, la crisi di ideologie comunistiche e capitalistiche gli offre per la prima volta l’occasione guardare con diversi occhi realtà comunitarie che hanno fatto del bene comune il loro punto cardine. Un quadro così delineato obbliga ad una riflessione plurale e un confronto culturale che scardini metodi disciplinari classici per approdare ad una aggiornata ricognizione antropologica. Scopo della ricerca, pertanto, è quello di delineare un possibile profilo dell’uomo che ha visto maturare in questo ventennio la crisi delle ideologie del ‘900.
Che fine ha fatto la borghesia? Alla domanda, che resta attuale, se ne potrebbero aggiungere altre: esiste ancora la borghesia? Ha senso parlare ancora di borghesia? Ammesso che esista, che ruolo riveste nella società contemporanea? Questi interrogativi, apparentemente retorici o atti solamente a fare accademia sull’evoluzione della società contemporanea, acquistano viceversa un senso se si considera il ruolo che la borghesia ha avuto nella storia del nostro Paese, ruolo che, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’unità nazionale, ci sembra opportuno rileggere. Amata, blandita, talvolta disprezzata e additata come causa dei mali del nostro Paese, la borghesia ha di fatto svolto un ruolo determinante nella nascita e nello sviluppo della società e delle stesse istituzioni italiane. La presente pubblicazione ricostruisce il percorso compiuto dalla borghesia italiana dall’Unità ad oggi. Oltre ad una accurata ricostruzione storica, Borghesia propone una lettura degli usi e costumi adottati da questa“non classe”per rappresentarsi e per apparire oltre ad essere.
Il processo di allargamento dell’Unione Europea ha rappresentato la principale sfida politica per l’UE nel corso degli ultimi dieci anni. Accanto all’ingresso dei Paesi ex-comunisti, l’allargamento conclusosi nel maggio del 2004 ha visto l’ingresso di Malta e Cipro, due piccoli Paesi che tuttavia rafforzano, all’interno dell’Unione, la presenza dei Paesi mediterranei. L’ulteriore sfida che attende l’Europa è poi quella dell’ingresso della Turchia, i negoziati con la quale, aperti ufficialmente nell’ottobre del 2005, si sono rivelati assai complessi. Al di là delle considerazioni relative all’ingresso o meno della Turchia nell’UE, occorre rilevare come l’eventuale ingresso di Ankara rappresenterebbe un passaggio fondamentale per il rafforzamento dell’Europa mediterranea. Accanto alla politica di allargamento va anche tenuto presente che l’Unione Europea è attivamente impegnata nel difficile compito di mantenere aperto un dialogo con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo, al fine di cooperare con essi per quanto riguarda il tema centrale dell’immigrazione e più in generale per ciò che concerne importanti tematiche di carattere politico ed economico.
La Comunità Europea di Difesa rappresentò un ambizioso progetto volto a risolvere il problema del riarmo della Repubblica Federale Tedesca in una cornice di massima integrazione delle forze armate nazionali. Oltre a una serie di complessi negoziati diplomatici, la prospettiva della creazione di un esercito comune europeo implicò anche l’avvio di un serrato confronto tra il governo e i vertici militari italiani, nonché la necessità di procedere all’applicazione tecnica di quanto previsto dal trattato CED firmato il 27 maggio 1952. Attraverso lo studio di fonti archivistiche, divenute recentemente consultabili, la ricerca intende ricostruire il dibattito relativo alla CED interno all’Esercito italiano e in particolare allo Stato Maggiore.
Lo studio ha lo scopo di ripercorre la storia recente dei rapporti tra la Santa Sede e la Turchia. L'Autore, attraverso un approfondito studio dei documenti presenti sia presso l'Archivio Segreto Vaticano che presso diversi archivi di Istanbul, ricostruirà gli eventi che portarono all'avvio delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Turchia e il Vaticano. Centrale, nell'opera, è la figura di Monsignor Angelo Roncalli, Delegato Apostolico a Istanbul dal 1935 al 1944 e vero artefice, salito al soglio pontificio, dell'avvio dei rapporti diplomatici tra i due Stati.

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