I grandi sistemi d’intervento sociale (l’assistenza, la sanità, l’educazione, ecc.), sviluppatisi nell’alveo del welfare state come dispositivi di base della cittadinanza, sono oggi sottoposti alla divaricazione tra crescenti vincoli di spesa e problemi sociali emergenti. Si tratta di problemi di grande portata sia sotto il profilo quantitativo sia rispetto alle divisioni e lacerazioni generate nel tessuto sociale, che non lasciano dubbi in merito alla necessità di ripensare i servizi sociali. Lo Stato, impoverito e inadeguato, dovrebbe ritirarsi, almeno in parte, dalla gestione diretta dei servizi, per assumere soltanto funzioni di indirizzo e di controllo; e lo spazio così liberato dovrebbe essere occupato da iniziative della società civile, di mercato o solidali, ossia dal terzo settore. Obiettivo della ricerca è studiare lo stato attuale del "terzo settore", analizzando in particolare la recente normativa in materia di impresa, nel tentativo di fornire un quadro chiaro delle dinamiche e degli strumenti che caratterizzano tale settore della società civile.
Amata, blandita, talvolta disprezzata e additata come causa dei mali del nostro Paese, la borghesia ha di fatto svolto un ruolo determinante nella nascita e nello sviluppo della società e delle stesse Istituzioni italiane. Indicata come elemento animatore di dinamiche innovatrici o viceversa come elemento conservatore e frenante lo sviluppo della società, di fatto la borghesia ha fornito al Paese i quadri dirigenti economici, sociali, politici ed istituzionali per lunga parte della sua storia. È indubbio che la borghesia, in particolare quella delle professioni, abbia fornito per oltre un secolo al Paese quella classe dirigente, politica e di governo ma anche amministrativa e imprenditoriale che ha garantito la continuità dello Stato nei non pochi momenti di frattura che la nostra pur breve storia unitaria ci ha riservato e che abbia contribuito allo sviluppo economico e strutturale della nostra società. La presente pubblicazione, realizzata da cinque giovani, valenti studiosi, ricostruisce il percorso compiuto dalla borghesia italiana dall’Unità ad oggi. Oltre ad una accurata ricostruzione storica (D’Orazio, Salsano), Borghesia propone una lettura degli usi e costumi adottati da questa “non classe” per rappresentarsi e per apparire oltre ad essere (Pizzuti), una analisi psicologica della autocoscienza di questra “classe di mezzo” (Pulito), ed una riflessione a partire dalle pagine scritte da Benedetto Croce sull’ambiguo concetto di Borghesia (Scattone). Il volume è arricchito dalla preziosa introduzione, per consistenza e spessore concettuale un vero e proprio saggio, del Professor Paolo De Nardis.
La Comunità Europea di Difesa rappresentò un ambizioso progetto volto a risolvere il problema del riarmo della Repubblica Federale Tedesca in una cornice di massima integrazione delle forze armate nazionali. Oltre a una serie di complessi negoziati diplomatici, la prospettiva della creazione di un esercito comune europeo implicò anche l’avvio di un serrato confronto tra il governo e i vertici militari italiani, nonché la necessità di procedere all’applicazione tecnica di quanto previsto dal trattato CED firmato il 27 maggio 1952. Grazie all’utilizzazione di fonti archivistiche divenute recentemente consultabili, il volume offre una originale ricostruzione del dibattito, talvolta aspro, ma sicuramente costruttivo, tra la classe dirigente dell’epoca e gli stati maggiori delle forze armate, in particolare lo SME, chiamati a dare concretezza a una scelta “rivoluzionaria” che sembrava aprire scenari del tutto nuovi. Nonostante il fallimento finale, l’esperienza della CED costituì per le forze armate italiane un importante passo verso la modernizzazione dottrinaria e l’integrazione nel sistema difensivo NATO.

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