Una testimonianza

Una testimonianza

Signor Direttore, Lei ha avuto la cortesia di invitarmi al Focus promosso dalla Sua Rivista sui primi tre anni di Pontificato di Papa Francesco. Non ho potuto collaborare perché l’invito mi è pervenuto in un periodo di molto lavoro. Voglio, tuttavia, egualmente far giungere la mia testimonianza, specialmente dopo la visita del Papa ad Auschwitz e Birkenau e dopo quanto leggo di mormorii e mugugni, che altro non possono essere, provenienti da cattolici che hanno disperso, semmai l’hanno avuto, il senso profondo della loro religione, più ancora il significato della fede comune a tutti gli uomini di buon volontà, siano cattolici o non cattolici, credenti o non credenti. Qualche giorno prima della visita, Francesco ha detto che desiderava entrare ad Auschwitz e stare in silenzio, recitando la preghiera del silenzio nella speranza che il Signore gli desse “la grazia di piangere”. A Birkenau ha taciuto, osservando in raccoglimento i luoghi del dolore e della sofferenza, luoghi del tragico, infame tentativo di negare l’umanità, concepito da bestie dalle parvenze umane: una tragica mascherata della storia. Sul registro dei visitatori Francesco ha scritto una semplice, difficile preghiera: «Señor tien piedad de tu pueblo! Señor, perdón por tanta crueldad!».

Presente nella rivista N: 
3/2016 - Anno XXVIII - Luglio/Settembre
Autore: 
Fulvio Tessitore

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