Sussurri e grida. La comunicazione politica tra progetto e narrazione

Sussurri e grida. La comunicazione politica tra progetto e narrazione

In Italia predomina un «ceto politico che [...] ha rinunciato a essere classe dirigente»: questa la desolata conclusione alla quale perviene Giovanni Bianchi in una lucida analisi delle ragioni del diffondersi dell’“antipolitica” nel nostro paese. A un approdo non meno sconfortante è pervenuto Nicola Tranfaglia, il quale – affrontando la questione da un altro angolo visuale – ha osservato che il populismo è “un carattere originale nella storia d’Italia”. Entrambi i giudizi rinviano alle radici profonde del carattere civile degli italiani, sulle quali si innestano le modalità assunte dalla comunicazione sociale e in particolare, per quello che qui interessa trattare, di quella politica. Il declino di quelle che storicamente si usava definire ‘élites’ ha favorito, se non proprio prodotto, l’avariarsi del costume civile e l’inasprimento del rapporto tra governanti e governati.  

Presente nella rivista N: 
3/2017 - Anno XXIX - Luglio/Settembre
Autore: 
Stefano Sepe

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