Right to hope. La legittimità del carcere a vita nell’evoluzione giurisprudenziale della Corte di Strasburgo

Right to hope. La legittimità del carcere a vita nell’evoluzione giurisprudenziale della Corte di Strasburgo

Nei Paesi membri del Consiglio d’Europa, secondo gli ultimi dati riferiti al 2014, le persone detenute in esecuzione di una sentenza di condanna al carcere a vita sono attualmente 27.045 e lo Stato con il maggior numero di condannati alla pena perpetua è il Regno Unito. La Corte europea dei diritti dell’uomo, nella sua giurisprudenza, si è più volte occupata della compatibilità del carcere a vita con la tutela dei diritti sanciti dalla Convenzione, compiendo un importante revirement del proprio giudizio. L’interpretazione evolutiva della Corte ha di fatto innalzato progressivamente gli standard di tutela dei diritti fondamentali del condannato, delineando i requisiti di legittimità del carcere a vita. In questo lavoro verranno esaminati gli orientamenti della Corte di Strasburgo e la sua evoluzione giurisprudenziale a partire dalla sentenza Kafkaris c. Cipro, prima della quale i giudici europei avevano costantemente affermato la compatibilità della pena dell’ergastolo con l’art. 3 della Convenzione, passando attraverso l’overrulling operato dalla Grande Camera con la sentenza Vinter e altri c. Regno Unito.

Presente nella rivista N: 
2/2017 - Anno XXIX - Aprile/Giugno
Autore: 
Giulia Colavecchio

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