Ricordo di Paolo Barbi

Ricordo di Paolo Barbi

Era convinzione di Paolo Barbi che, nei prossimi anni, la Costituzione italiana, “nata da vitali radici cristiane e proprio perciò valida e feconda”, avrebbe fornito alle “nuove generazioni di laici cattolici italiani l’impulso e l’orientamento per farli promuovere e guidare un auspicato Terzo Risorgimento italiano”. Paolo Barbi è scomparso il 10 giugno 2011, all’età di novantun’anni, proprio mentre sull’Italia erano ritornati venti, che par spingano nella direzione da lui indicata. Negli ultimi anni, quando conversavamo telefonicamente, (tre o quattro volte ogni anno), Paolo Barbi si definiva “vecchio e malato”. Si riferiva alla sua situazione personale, ma era chiaro che si riferisse anche alla situazione di quel Secondo Risorgimento italiano, nato dalle ceneri della “dittatura fascista e dalle macerie della sua guerra a fianco della Germania nazista Nato a Trieste, era venuto a Napoli come sfollato, sfuggendo alle persecuzioni dei comunisti slavi contro i membri del Comitato di Liberazione giuliano. A Napoli scelse di restare. Qui alla Nunziatella insegnò storia e filosofia dal 1949 al 1959. Qui fu eletto deputato nel 1958 e nelle tre elezioni successive, prima della elezione a senatore nel Collegio di Sorrento Castellammare di Stabia. Fu sottosegretario al Bilancio, alla Programmazione economica, alle Partecipazioni statali e all’Industria. Nel 1979 fu eletto al primo Parlamento europeo.

Presente nella rivista N: 
4/2011 - Anno XXIII - Ottobre/Dicembre
Autore: 
Raffaele Vacca

Copyright ©2001-2011 Istituto di studi politici "S.Pio V"  -  Webmail