Prodromi di legalità. L’indagine: le rappresentazioni della criminalità organizzata fra gli studenti di Calabria, Campania e Lazio

Prodromi di legalità. L’indagine: le rappresentazioni della criminalità organizzata fra gli studenti di Calabria, Campania e Lazio
Nella convinzione che conoscere le origini del rispetto della legalità e delle rappresentazioni della devianza criminale possa servire ad elaborare delle strategie utili per contrastare la mafia e promuovere la cultura della legalità, l’approfondimento di un approccio integrato di tipo culturale assume una notevole importanza ed acquisisce, in tal senso, rilevanza anche il filone di ricerca empirica sulle rappresentazioni della mafia.
Si potrebbe cominciare col dire che le mafie nascono come unioni ma divengono istituzioni ed operano sul territorio come gruppi sociali in interazione costante con altri gruppi sociali e individui con il rischio di estrema pericolosità nella possibile compatibilità tra lo stereotipo mafioso e la società contemporanea, per certi versi troppo incline al malaffare e alla vacuità di alcuni valori, difatti: «Per “società mafiogena” si può intendere una società in cui la violenza e l’illegalità sono moralmente accettate da buona parte della popolazione e considerate mezzi di sopravvivenza e canali per l’acquisizione di un ruolo sociale; l’economia legale è troppo esigua per offrire opportunità consistenti e appetibili; lo Stato e le istituzioni sono sentiti come lontani e collusi; il tessuto della società civile è troppo fragile e precario; è diffusa la cultura della sfiducia e del fatalismo».
Presente nella rivista N: 
1/2018 - Anno XXX - Gennaio/Marzo
Autore: 
Diego Forestieri

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