Poteri pubblici e capitalismo maturo: difficile equilibrio tra etica e mercato

Poteri pubblici e capitalismo maturo: difficile equilibrio tra etica e mercato

Non vi é, in questi nostri giorni tormentati, liberale fiero di rivendicare ancora questa qualifica, che, allo scopo di salvare almeno i princìpi nobili del liberalismo, non accorra al capezzale di un capitalismo supposto morente o quantomeno in caduta (Il grande tonfo del capitalismo maturo è il titolo dato da «La Repubblica» del 26 ottobre a una riflessione pungente di Guido Rossi, ma altri titoli in questo periodo hanno lo stesso tono sconsolato) per avanzare una critica serrata del liberismo, eventualmente definito “mercatismo”. La sorpresa di tanti, che pur erano stati esaltatori del pensiero unico germogliato dal grande trionfo del capitalismo, risulta in aperta contraddizione con la coltivata illusione neo-illuminista di affidarsi all’indefinito progresso, che, specialmente in seguito alla fragorosa caduta del mito del socialismo di Stato, avrebbe assicurato il libero dispiegamento delle leggi economiche. Dalla fine degli anni Novanta del secolo XX, tale illusione era parsa confermata e assicurata dal fenomeno genericamente definito “globalizzazione” o “mondializzazione dell’economia” , che avrebbe inevitabilmente riscritto le pagine della scienza economica. 

Presente nella rivista N: 
4/2008 - Anno XX - Ottobre/Dicembre
Autore: 
Giuseppe Acocella

Copyright ©2001-2011 Istituto di studi politici "S.Pio V"  -  Webmail