Politica e diritto alla base della Costituzione

Politica e diritto alla base della Costituzione
Data l’ampiezza del tema che mi è stato affidato ritengo opportuno precisare il punto di vista dal quale mi muoverò. Mi limiterò, infatti, a sciogliere, solo con qualche esempio, alcuni degli intrecci e processi che inevitabilmente si stabilirono nel periodo postfascista tra universi culturali distinti (quello politico e quello giuridico) chiamati a produrre paradigmi (o modelli) costituzionali anche profondamente diversi tra loro (da considerare come veri e propri costituzionalismi), ma in grado di integrarsi o di “compromettersi”, in modo più o meno coerente e richiamando modelli europei novecenteschi, nella comune prospettiva di una Costituzione repubblicana intesa non solo come norma regolatrice della vita democratica, ma anche come indirizzo fondamentale della politica. 
In tale prospettiva si possono individuare due eventi pubblici che rendevano evidente l’inizio in forma pubblica dei suddetti processi. Il primo riguarda la Prima Assemblea dell’Italia e dell’Europa liberata che si svolse a Bari dal 28 al 29 gennaio del 1944, quando l’Italia era ancora «divisa in due». Le richieste e gli indirizzi avanzati dai rappresentanti presenti di tutti i partiti del CLN si volsero a esaminare i rapporti con gli Alleati, i problemi economici insorti negli ultimi mesi di guerra e i gravi danni alle persone e alle città causati dai forti bombardamenti nelle province pugliesi. Nella sua importante relazione Benedetto Croce chiese, raccogliendo e rinforzando un’esigenza emersa in Assemblea, che nel dopoguerra si procedesse immediatamente a costruire un nuovo ordinamento democratico che mettese al riparo il paese dagli orrori della guerra.
Presente nella rivista N: 
2/2018 - Anno XXX - Aprile/Giugno
Autore: 
Nicola Antonetti

Copyright ©2001-2011 Istituto di studi politici "S.Pio V"  -  Webmail