Le radici cattoliche della democrazia italiana

Le radici cattoliche della democrazia italiana

Nel 1943, al culmine della seconda guerra mondiale, Jacques Maritain scriveva: “La tragedia delle democrazie moderne consiste nel fatto che esse non sono ancora riuscite a realizzare la democrazia”. Non vi sono riuscite perché hanno rinnegato il cristianesimo che, nobilitando popolo e persona, aveva posto il basamento su cui costruire la stessa democrazia: “Lo stato d’animo democratico non solo deriva dalla ispirazione evangelica, ma non può sussistere senza questa”. Settant’anni dopo, nel 2014, al culmine dell’apparente trionfo della democrazia, l’autorevole ed influente settimanale inglese «The Economist» così titolava la copertina del primo numero di marzo: What’s gone wrong with democracy (Cosa è andato storto con la democrazia). Nei paesi di antica tradizione democratica – secondo l’«Economist» – si ha l’impressione che la democrazia sia ormai una cosa in vendita (“democracy is for sale”): il consenso popolare può essere infatti “acquistato” da scaltri politici che, col sostegno di potenti lobby finanziarie, avanzano promesse sempre più grandi e difficili da mantenere. Il rimedio proposto è ridurre le promesse e cioè le funzioni dello Stato lasciando più spazio alla partecipazione dal basso di individui e comunità.

Presente nella rivista N: 
4/2015 - Anno XXVII - Ottobre/Dicembre
Autore: 
Antonio Magliulo

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