La sfida inclusiva di papa Francesco

La sfida inclusiva di papa Francesco

L’Esortazione Apostolica Evangelii gaudium ha suscitato immediatamente un vasto dibattito e qualche polemica, soprattutto negli ambienti libertari nordamericani, sul significato delle parole del Pontefice in materia economica. Alle critiche acide di certi libertari, spesso si è risposto con argomenti abbastanza superficiali che temo non abbiano colto tanto gli aspetti più fondati di quelle critiche quanto, delle stesse, le evidenti incongruenze. Il titolo che ho pensato di dare a questo mio intervento è “La sfida inclusiva di papa Francesco”. Il tema dell’inclusione sociale credo sia al centro della cura pastorale del Pontefice ed incontra anche l’attenzione delle scienze sociali sul terreno dell’analisi qualitativa delle istituzioni. Dal momento che papa Francesco ci invita a dar vita ad un sistema economico capace di inclusione su scala globale e che uno dei lasciti più significativi di papa Benedetto, nel campo della Dottrina sociale della Chiesa, è stata la nozione di “via istituzionale della carità”, ho pensato di incrociare la dimensione istituzionale e quella più intima – se volete, esistenziale – della scelta personale e mostrare come il problema dell’inclusione sociale in ambito economico abbia a che fare in primo luogo con la sfera della coscienza che qualifica culturalmente le istituzioni che edifichiamo e alle quali ci affidiamo per la civile convivenza.

Presente nella rivista N: 
2/2016 - Anno XXVIII - Aprile/Giugno
Autore: 
Flavio Felice

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