La Primavera araba: cosa ha funzionato?

La Primavera araba: cosa ha funzionato?

La prima metà del 2011 ha testimoniato alcune delle più grandi trasformazioni politiche e sociali nella recente storia del Medio Oriente. Iniziata con le proteste in Tunisia e con la cacciata di Ben Alì all’inizio di gennaio, la spinta della “Primavera araba” si è presto diffusa in Egitto, Yemen, Libia, arrivando a coinvolgere gran parte del mondo arabo. Nonostante queste ampie rivoluzioni avvenute nel mondo arabo abbiano colto molte nazioni di sorpresa, un esame degli indicatori politici avrebbe detto il contrario. Una totale mancanza di pratiche democratiche e una politica del terrore, a lungo impiegate da questi regimi arabi, hanno portato alla crescita del risentimento e addirittura del rancore nei confronti dei governi corrotti. Mentre alcuni Paesi sono all’interno di un processo di transizione democratica, altri continuano a combattere i loro regimi brutali. È chiaro che, in tutta la regione, il fondamento logico a supporto dei regimi è effettivamente collassato. È vero che, allo stato attuale, per molte di queste nazioni in lotta non è in vista un esito positivo. Come abbiamo visto, tuttavia, il cambiamento in questa regione è stato importantissimo e, in alcuni casi, inaspettato. È dunque necessario che sia esplorata la complessa dinamica tra le politiche dei regimi, il valore della dignità nella cultura araba e la velocità alla quale i cambiamenti sono avvenuti.

Presente nella rivista N: 
4/2011 - Anno XXIII - Ottobre/Dicembre
Autore: 
Zaid Eyadat

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