La partita politica del nucleare iraniano

La partita politica del nucleare iraniano

La questione del nucleare iraniano continua ad alimentare forti tensioni tra l’Iran e gli Stati Uniti, inquietando la comunità internazionale. La decisione di togliere i sigilli alla centrale di Esfahan alla scadenza del mandato presidenziale del presidente riformista Khatami e l’ascesa del conservatore Ahmadinejad alla presidenza non è piaciuta nemmeno a Russia e Cina (accusata di doppio gioco), in genere accondiscendenti con Teheran. Ma la risolutezza dell’establishment iraniano sembra avere il consenso di alcune fasce della popolazione poco incline – per antica abitudine – ai diktat stranieri. Una popolazione che nel proprio immaginario considera il nucleare un punto per il progresso. Il nucleare è forse l’unico punto sul quale l’establishment raccoglie anche il tacito consenso da parte di una porzione della società civile emancipata – sia per le istanze di democrazia, sia per l’ideologia – che spesso dissente, si distanzia e si dissocia dalla classe governante. Le manifestazioni oceaniche a Tehran in seguito alle controverse elezioni presidenziali del giugno 2009 sono emblematiche, in tal senso.

Presente nella rivista N: 
2/2012 - Anno XXIV - Aprile/Giugno
Autore: 
Amir Madani

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