La Cooperazione Strutturata e Permanente (PeSCo) e il ruolo del Mediterraneo nella sua realizzazione politica e proiezione strategica

La Cooperazione Strutturata e Permanente (PeSCo) e il ruolo del Mediterraneo nella sua realizzazione politica e proiezione strategica
L’argomento della Pesco e delle potenzialità che questa potrà avere nel mar Mediterraneo – soprattutto attraverso progetti ad hoc – è ancora poco studiato e dibattuto, e per parlarne sono quindi necessarie delle premesse teoriche, metodologiche e storiche che introducano a questa particolare fase che l’Unione europea (Ue) sta vivendo in questi ultimi due anni. Una fase che è nata nelle idee dei padri fondatori e in maniera dirompente si è sviluppata nel dibattito accademico e politico a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, subendo una definitiva battuta d’arresto, soprattutto a livello politico, fino alla fine dello schema “bipolare”. Da quel momento, il dibattito è ripreso in maniera più decisa interessando sempre di più anche l’opinione pubblica che però ha continuato e continua a concepire la cooperazione europea in materia di sicurezza in maniera “tradizionale”, nonostante le evoluzioni di natura non solo teorico-concettuale ma anche politica subite dal concetto stesso di sicurezza. È per chiarire questo genere di lettura che si ritengono utili le premesse esplicative, in tal caso, di carattere “storico”, teorico e metodologico. Al termine e attraverso le lenti di questa ricostruzione sarà analizzata la cooperazione europea in sicurezza e difesa, che con la Pesco assume un carattere di tipo “strutturato e permanente” (su cui si tornerà successivamente), e si concluderà sul possibile plot narrativo che la Pesco seguirà nei prossimi anni nel Mediterraneo.
Presente nella rivista N: 
2/2018 - Anno XXX - Aprile/Giugno
Autore: 
Marcello Ciola

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