L’Università internazionale come motore per le Piccole e Medie

L’Università internazionale come motore per le Piccole e Medie

La crisi economica morde gli Stati-nazione ormai dal 2008, con un picco nel 2011 ma con la fine ancora lontana. Bruxelles – per dirla tutta – dedica a questo 2015 le residue speranze: “sarà l’ultima chance”. L’Unione Europea, di suo, si attiva per replicare quegli interventi che permisero, almeno fino al 2008, di rintuzzare la congiuntura sfavorevole: la decisione della Banca Centrale Europea di acquistare una scorta di titoli di Stato era funzionale al tentativo di rianimare l’economia e interrompere la deflazione in atto. Economisti provenienti da una pluralità di scuole di pensiero da tempo si affannano a proporre exit strategy per uscire dal difficile stallo economico e rivitalizzare l’economia. È pregevole scoprire, da questo punto di vista, come economisti italiani avessero predetto in tempi non sospetti le attuali difficoltà dei mercati internazionali: nello scorso mese di gennaio è stato presentato, ad esempio, un recente volume (Contro gli opposti estremismi, edito da Castelvecchi) che raccoglie gli scritti più significativi di Luigi Spaventa, già ministro e presidente della Consob, attento studioso delle dinamiche teoriche e metodologiche dell’economia ormai finanziarizzata.

Presente nella rivista N: 
1/2015 - Anno XXVII - Gennaio/Marzo
Autore: 
Antonio Iodice

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