L’identità nello spazio post-sovietico: il caso del Donbass

L’identità nello spazio post-sovietico: il caso del Donbass
Nello sconfinato spazio di quella che fu l’Unione Sovietica, l’identità sociale si è sviluppata fluendo dai contrasti tra le nuove forme sociali del liberismo, il riaffiorare delle tradizioni religiose, i molteplici nazionalismi e il retaggio sovietico. Così come per la Rivoluzione Arancione, il progetto di Euro Maidan, forte del sostegno occidentale, ha trovato indubbiamente terreno fertile nella paralisi economica e sociale dell’Ucraina di Yanukovich: la direzione politica – e militare – delle proteste dell’inverno 2013 ha dato forma e sostanza ad un’esasperata russofobia, catalizzando in senso razzista il disagio sociale del paese ex sovietico, specie in quei settori della società ucraina legati storicamente più al retaggio austroungarico, o a quello polacco, che a Mosca.
Una lettura dei problemi del Donbass e dell’Ucraina che limiti il suo sguardo esclusivamente alle contese energetiche che riguardano il territorio ucraino, pur ricoprendo queste un ruolo primario, rischia di produrre un’interpretazione non del tutto adeguata. L’insostenibilità geopolitica – per usare un’espressione di Lucio Caracciolo – dell’Ucraina post-sovietica si consuma, oltre che nelle contese economiche, in una crisi culturale emersa con la volontà di dissolvere la concezione socialista della società, il cui sistema di valori scoraggiava le esasperazioni nazionaliste – tanto più quelle religiose – e conseguentemente i conflitti su base etnica.
Presente nella rivista N: 
4/2016 - Anno XXVIII - Ottobre/Dicembre
Autore: 
Maurizio Vezzosi

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