L’Europa, il welfare e i diritti sociali

L’Europa, il welfare e i diritti sociali

«La crisi del welfare costituisce il banco di prova della crisi della stessa democrazia, dal momento che lo Stato sociale si è presentato nel Novecento come il punto di equilibrio essenziale della democrazia e del processo di inclusione effettiva nei diritti di tutti i cittadini, fino a considerare legittimo il principio della “superiorità etica” della spesa sociale. La crisi del “criterio sociale”, la diffusione delle etiche utilitaristiche ed il travolgente ritorno del naturalismo economico [...] nell’età della globalizzazione e della “new economy”, hanno generato la forte crisi della democrazia contemporanea e delle sue radici etico-sociali [...]. In questo quadro la democrazia che è andata crescendo nella seconda metà del Novecento legandosi alle forme storiche assunte dallo Stato sociale, ora – di pari passo con la crisi del welfare valutato su esclusivi parametri di spesa – si impoverisce proprio rispetto ai contenuti sostanziali della libertà posta a fondamento dell’organizzazione sociale e civile. Si assiste così a una marginalizzazione delle politiche pubbliche sociali, che avevano qualificato lo stato democratico contemporaneo e gli equilibri costituzionali cresciuti dopo la seconda guerra mondiale». Il rischio di questo processo è una frattura insanabile tra il mondo degli esclusi e quello dei garantiti. È il tema dei diritti sociali che viene messo in discussione dall’ideologia dell’austerità di questa Europa troppo attenta al patto di stabilità e al rigore dei numeri, che sacrifica i cittadini sull’altare della convenienza dell’Europa tedesca.

Presente nella rivista N: 
2/2017 - Anno XXIX - Aprile/Giugno
Autore: 
Franco Vittoria

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