L’Europa di Francesco

L’Europa di Francesco

L’Europa d’oggi può certamente accogliere come un segno dei tempi lo stato di pace e di cooperazione definitivamente instaurato tra i suoi Stati membri, che per secoli avevano sprecato le loro forze a farsi la guerra e a cercare il dominio gli uni sugli altri. Segno dei tempi ancora, l’accresciuta sensibilità per i diritti dell’uomo e per i valori della democrazia, di cui la vostra assemblea è l’espressione e vuol essere anche la garante.

Con queste parole Giovanni Paolo II si rivolgeva al Parlamento Europeo durante la sua visita nell’ottobre del 1988, con un intervento animato dall’ottimismo e dalla fiducia nell’imminente entrata in vigore del “mercato unico”. Nell’auspicio del Pontefice quest’ultimo avrebbe contribuito a creare “una struttura politica comune, emanazione della libera volontà dei cittadini europei, [che] lungi dal mettere in pericolo l’identità dei popoli della comunità, servirà piuttosto a garantire più equamente i diritti, soprattutto culturali, di tutte le sue regioni”.

Presente nella rivista N: 
1/2015 - Anno XXVII - Gennaio/Marzo
Autore: 
Benedetto Coccia

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