L’edificazione della nuova Europa

L’edificazione della nuova Europa

In questi giorni di riflessioni e inquietudini sul futuro dell’Europa, ho ritrovato nei miei cassetti virtuali la versione originale di un breve saggio che fu ospitato dalla «Rivista di Studi Politici» nel lontano 19951. Oggi ne propongo il testo integrale, nella stessa rivista che lo pubblicò oltre vent’anni fa. Mi pare possa offrire qualche spunto di interpretazione, non del tutto inutile, del momento storico, politico ed economico che noi, cittadini europei, stiamo vivendo. Spunti di lungimiranza, innanzi tutto. Non tanto mia, quanto di alcuni grandi protagonisti della storia europea citati nel saggio, Aldo Moro in primis. Era il 1977 quando scriveva: “È giusto rilevare che l’ostacolo, il quale sbarra il nostro cammino, proviene dalla Gran Bretagna, da tempo la più tiepida, la più problematica, la più incerta su ogni sviluppo dell’entità europea”. Lo scorso 23 giugno la maggioranza dei cittadini britannici ha scelto la Brexit, cioè l’uscita dall’Unione Europea. Era scritto. Moro e pochi altri statisti illuminati, dal pensiero alto e lungo, avevano compreso le dimensioni dell’ostacolo britannico. Almeno oggi la situazione è chiara, senza ambiguità, e ci offre la possibilità di ripartire con più forza, da basi diverse.

Presente nella rivista N: 
2/2016 - Anno XXVIII - Aprile/Giugno

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