L’economia sociale di mercato: origini e interpreti

L’economia sociale di mercato: origini e interpreti
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Il contributo più originale degli ordoliberali è stato di aver aggredito le problematiche del mercato concorrenziale a partire da un “approccio istituzionale”: l’ordine concorrenziale è di per sé un “bene pubblico” e in quanto tale andrebbe tutelato. Secondo Viktor J. Vanberg, tale prospettiva costituzionalista relativa al mercato accosta gli ordoliberali della Scuola di Friburgo alla ricerca istituzionale di James Buchanan, il quale ha universalizzato l’ideale liberale di cooperazione volontaria, trasferendolo dall’ambito delle scelte di mercato a quello delle scelte istituzionali .Con particolare riferimento al primo pilastro, è opinione diffusa che il processo di unificazione europea, la predisposizione di “autorità indipendenti”, la nascita di un’area economica informata al principio di concorrenza che, a partire da Roma, passando per Maastricht, giunge fino a Lisbona, abbiano ricevuto un particolare impulso dalle riflessioni dei cosiddetti “ordoliberali” tedeschi della prima metà del xx secolo .In seguito al Consiglio Europeo che si tenne a Lisbona nel marzo del 2000, i capi di Stato o di governo hanno avviato la cosiddetta “strategia di Lisbona”, con l’obiettivo di fare dell’Unione Europea l’area economica più competitiva del mondo e di pervenire alla piena occupazione entro il 2010. Tale ambiziosa strategia negli anni è stata sviluppata e oggi possiamo affermare che essa si fonda su tre pilastri: uno economico, uno sociale e uno ambientale.

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Presente nella rivista N: 
2/2010 - Anno XXII - Aprile/Giugno
Autore: 
Flavio Felice

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