Il Quirinale e la crisi: note a margine

Il Quirinale e la crisi: note a margine

Alla democrazia – è stato scritto di recente – «attribuiamo intrinseche virtù, e sopra tutte, quelle proprie delle liberal-democrazie cui è essenziale il carattere razionale della sfera pubblica e il concorrente apporto di sovranità politica e sistema dei diritti». Sovranità politica, sistema dei diritti, razionalità della sfera dell’azione dei poteri pubblici, sono tre elementi sui quali si è dipanata la vicenda che ha portato alla formazione del governo in carica. I primi due elementi rinviano direttamente all’articolo 1 della Costituzione italiana, laddove si stabilisce che la sovranità «appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». Dal canto suo, la razionalità della sfera pubblica appare l’elemento necessario della relazione tra i poteri presenti nella società e regolati dal nostro ordinamento. Quindi, è da considerare un presupposto e, insieme, un criterio dell’attività politico-istituzionale. È dentro il sistema dei diritti e della sovranità popolare (esercitata attraverso le previste forme di rappresentanza) che occorre analizzare il “carattere razionale della sfera pubblica”, riguardato nella sua duplice declinazione: razionalità versus irrazionalità nei rapporti tra i poteri dello Stato e tra questi e gli altri “poteri” non istituzionali.

Presente nella rivista N: 
2/2018 - Anno XXX - Aprile/Giugno
Autore: 
Stefano Sepe

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