Il dialogo tra le Chiese e le religioni per la costruzione di una società democratica in Albania

Il dialogo tra le Chiese e le religioni per la costruzione di una società democratica in Albania

Il 17 giugno 2013 i vescovi albanesi, in occasione delle elezioni politiche che si sarebbero celebrate il successivo 23 giugno, hanno rivolto un appello al Paese, nel quale hanno invitato tutti i cittadini a “prendere parte alle elezioni come occasione di partecipazione attiva alla vita pubblica del Paese”. L’appello (che ha anche altri precedenti con riferimento ad altri momenti politicamente e socialmente più drammatici per la vita del Paese dopo la caduta del comunismo all’inizio del 1992) è importante per una serie di considerazioni: proviene da tutti i vescovi; è rivolto ai cattolici e a tutti gli uomini di buona volontà; richiama l’attenzione sulla necessità di esercitare i diritti di voto; denuncia possibili criticità (come brogli, compravendita di voti, minacce, ricatti). L’appello dei vescovi, sul quale torneremo più in là, risponde al ruolo che la chiesa cattolica ha voluto assumere di fronte alle sfide poste dall’evoluzione della società civile e, manifestando la volontà di assumere un impegno a beneficio di essa, descrive le caratteristiche della missione della chiesa albanese, dei suoi vescovi e dei suoi sacerdoti che ha una peculiarità nel forte legame con la storia del popolo albanese. La religione è sempre stata considerata in Albania un elemento indispensabile per dare senso e significato alla vita del popolo, poiché è sempre stata strettamente congiunta con l’elemento che da sempre distingue il dna del popolo albanese, e cioè l’albanesità.

Presente nella rivista N: 
1/2015 - Anno XXVII - Gennaio/Marzo
Autore: 
Gaetano Dammacco

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