I giovani italiani dopo la crisi economica. Smart e smarriti?

I giovani italiani dopo la crisi economica. Smart e smarriti?
L’obiettivo delle note che seguono è fare una ricognizione critica sulla condizione dei giovani italiani dopo la crisi economica. Ovvero l’intento è capire se si riesca a vedere una luce dopo il tunnel o se, al contrario, la fine della crisi economica mostri ancora una coda lunga che si presenta in tutta la sua efferatezza. Essere giovani in Italia è un’impresa non priva di ostacoli molto spinosi. Questo si sa. Fa parte del patrimonio di conoscenze di tutti. Così come del resto, tutti sanno che il flusso migratorio di giovani laureati cresce soprattutto verso paesi europei più ricchi e più civili del nostro; molti alzano le vele alla volta della Germania, l’Inghilterra, la Danimarca, e così via. 
I rapporti dell’Istituto IARD di Milano hanno raccontato per diversi anni molto bene identità,  rospettive e aspirazioni delle leve giovanili in Italia. Interrotta quella dotazione preziosa di pubblicazioni, l’attenzione dei ricercatori è scemata al punto che il tema è diventato quasi appannaggio di poche élites illuminate. L’attenzione sulla questione giovanile non è certo calata in seno alle famiglie e alla pubblica opinione che ha ben presente cosa significhi la disoccupazione giovanile: sia in termini di legittime aspettative mortificate, sia in relazione a un’ingente mole di risorse, per così dire, in stand by, se non addirittura “regalate” ad altri paesi.
Presente nella rivista N: 
4/2016 - Anno XXVIII - Ottobre/Dicembre

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