Editoriale

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La crisi economica mondiale, che ormai da alcuni anni fa discutere economisti, politici e osservatori di tutto il mondo, ha recentemente mostrato i propri potenziali effetti devastanti sul piano sociale. Il pericolo di default della Grecia, uno dei Paesi dell’Unione europea e della zona euro, ha improvvisamente costretto l’Unione e i suoi Paesi membri a prendere atto della necessità di un cambiamento radicale nell’approccio alle problematiche economiche e finanziarie. Le tragiche immagini provenienti da Atene e da altre zone della Grecia nei giorni in cui il governo Papandreou si apprestava a varare le misure anti-crisi, non possono non farci riflettere a fondo sulle conseguenze, potenzialmente devastanti sul piano sociale, che la crisi economica mondiale rischia di portare con sé. La decisione di intervenire in aiuto del governo di Atene, presa dai ministri delle Finanze dell’Unione europea la notte del 10 maggio 2010, ha segnato il punto più drammatico della crisi, ma al tempo stesso ha ridato speranza al progetto europeo. In questo numero della «Rivista di Studi Politici» abbiamo dunque deciso di proporre ai nostri lettori una riflessione capace di analizzare le cause che sono alla base dell’attuale crisi economica e sociale che sta toccando l’Europa e il mondo, proponendo al tempo stesso una discussione più ampia sulla necessità di rivedere un modello di sviluppo economico che nell’attuale fase storica sta mostrando tutti i propri limiti. La crisi economica mondiale, che ormai da alcuni anni fa discutere economisti, politici e osservatori di tutto il mondo, ha recentemente mostrato i propri potenziali effetti devastanti sul piano sociale. Il pericolo di default della Grecia, uno dei Paesi dell’Unione europea e della zona euro, ha improvvisamente costretto l’Unione e i suoi Paesi membri a prendere atto della necessità di un cambiamento radicale nell’approccio alle problematiche economiche e finanziarie. Le tragiche immagini provenienti da Atene e da altre zone della Grecia nei giorni in cui il governo Papandreou si apprestava a varare le misure anti-crisi, non possono non farci riflettere a fondo sulle conseguenze, potenzialmente devastanti sul piano sociale, che la crisi economica mondiale rischia di portare con sé. La decisione di intervenire in aiuto del governo di Atene, presa dai ministri delle Finanze dell’Unione europea la notte del 10 maggio 2010, ha segnato il punto più drammatico della crisi, ma al tempo stesso ha ridato speranza al progetto europeo.

Presente nella rivista N: 
2/2010 - Anno XXII - Aprile/Giugno
Autore: 
Antonio Iodice

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