Democrazia e informazione, ieri e oggi

Democrazia e informazione, ieri e oggi

Democrazia, che cos’è dunque? “Quando nessuno me lo chiede, lo so; ma se qualcuno me lo chiede e voglio spiegarglielo, non lo so”. Più o meno in questi termini, nelle sue Confessioni, Sant’Agostino parlava del tempo, non della democrazia, ma la medesima inafferrabilità contrassegna l’uno e l’altra. In questa sede limitiamoci a considerare democrazia quel sistema politico, quel modo cioè di organizzare e gestire la convivenza umana tra singoli individui, diversi e talora irriducibili gli uni agli altri, che si fonda sul consenso dei governati. Tale consenso si esprime sotto forma di “opinione pubblica”. Opinione pubblica è l’espressione-simbolo della nuova civiltà del progresso che sorge tra la seconda metà del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, per poi espandersi nel corso di tutto quel secolo ed esplodere nel successivo. E su questa “esplosione” bisognerà tra breve soffermare la nostra attenzione. La civiltà del progresso è tale perché caratterizzata dalla pubblicità della conoscenza, dalla fine degli arcana imperii e dall’affermazione del diritto di tutti a sottoporre a esame qualsiasi oggetto di discussione. È evidente che si tratti di un auspicio, dell’ideale regolativo della ragion pratica, per usare un termine del lessico con il quale si esprimeva Kant, il filosofo che più di altri fu ed è il simbolo di questa nuova civiltà che stava prendendo forma tra Sette e Ottocento.

Presente nella rivista N: 
4/2011 - Anno XXIII - Ottobre/Dicembre
Autore: 
Danilo Breschi

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